Dove c’è un desiderio, c’è un sentiero!

Intervista a Milisenta Miseviciute

Ad un certo punto per Milisenta era chiaro: “Diventerò una guida turistica!”. Ha dato la notizia a molti dei suoi conoscenti e, nonostante il lavoro sicuro che aveva, da allora conduce i vacanzieri attraverso il suo Paese o mostra la strada ai turisti che si sono perduti. Mi è stato permesso di parlare con lei del suo percorso personale all’interno dell’FSE, del suo ruolo di vicepresidente della Commissione Federale e dell’obiettivo dello scoutismo.

Un giorno, nella sua scuola, è stata fatta della promozione agli scout e lei è semplicemente andata a provare.
Nel frattempo sono passati innumerevoli campi estivi. Se in Lituania nel 2022 l’FSE festeggerà il suo trentesimo “compleanno” Milisenta avrà vissuto e partecipato a 25 di queste celebrazioni. Quale sarà stato il momento più impressionante di questi anni, voglio saperlo. Lei mi guarda con occhi grandi: “Ogni scout sa che ci sono troppe cose da poter citare; non si può dirne soltanto una”. Ma alla fine comincia a raccontare. Mi parla del suo primo campo in un antico monastero abbandonato in mezzo al nulla, vestiti bagnati che non vogliono asciugarsi e l’incapacità di accendere correttamente un fuoco. Alla fine è diventata Capo delle Guide ed ora Commissaria per la Lituania.
Insieme ai compiti sempre più grandi è cresciuta anche la responsabilità. “Naturalmente, ci sono molti momenti difficili. A volte le persone non considerano questo un servizio e tu ti senti solo con le tue opinioni. Ma poi capita di ottenere un feedback positivo per cose accadute 10 anni fa e le cose cambiano”. C’è ad esempio quella Coccinella… Milisenta è orgogliosa che questa ragazza abbia trovato la sua strada all’interno dell’Associazione e ora, da giovane donna, abbia assunto il servizio di Capo Cerchio.

Oppure una delle sue ex Guide, che ora è la Commissaria Nazionale in Lituania. “Queste persone hanno riconosciuto l’importanza di essere scout e vi sono rimaste fedeli. Ecco che cos’è che ti guida!” Forse è anche il grido di Squadriglia di quando era Guida e faceva parte dei “Gabbiani”, che riecheggia nel suo cuore ancora oggi quando sorgono dei problemi: “Non abbiamo paura delle tempeste!”.
Con circa 130 scout, la Lituania è uno dei Paesi più piccoli all’interno dell’UIGSE. Furono fondati nel 1992, con l’aiuto dell’Associazione FSE francese, che formò i primi Capi. Ora Milisenta è la vice del Commissario Federale e sta aiutando a far sì che la  storia dell’UIGSE-FSE prosegua, anche se per lei è una cosa “strana” l’essere corresponsabile di quasi 70.000 scout. L’esperienza avuta in ruoli di leadership le fornisce una prospettiva dall’alto: “Altre piccole realtà della Federazione pensano ‘Non possiamo farcela a fare questo o quello perché siamo troppo piccoli. Non avremo mai successo’. Ma questo punto di vista dovrebbe essere riconsiderato. Dove c’è la volontà, c’è una via”.

A chiunque altro questa conclusione potrebbe sembrare banale, ma non a Milisenta: “Non importa se sei in Gruppi di Associazioni grandi o piccole, se stai camminando nel bosco o in montagna. Il punto è percorrere il sentiero insieme. Là fuori puoi sentire e sperimentare l’unanimità e l’unione oltre i confini nazionali. Se si incontrano difficoltà a causa del caldo o della pioggia le si supererà insieme e sono proprio queste esperienze che ti trasformeranno e ti faranno crescere.”
Ed è proprio di questo che si tratta in questi giorni di Euromoot, mi spiega ed i suoi occhi cominciano a brillare mentre parliamo anche dello scorso Euromoot in Polonia e Slovacchia: “Come potrei dimenticarlo?” Ma le piace ricordare anche l’ultimo Eurojam in Francia. In particolare un discorso dell’allora Commissario Federale Martin Hafner: “Se uno di voi 12.000 giovani diventasse santo, il nostro obiettivo sarebbe raggiunto! Ed è esattamente di questo che si tratta, vero? La nostra strada ci condurrà in paradiso.”
Mentre ci salutiamo, devo inevitabilmente pensare al terzo articolo della Legge Scout: “Lo scout è sempre pronto a servire il prossimo” e lo accompagna nel suo cammino verso Dio. Utilizziamo questi giorni di incontro e non abbiamo paura delle tempeste sul nostro cammino.

Parate Viam Domini!
Thomas Kröger

PARATE VIAM DOMINI!

Cara Scolta, caro Rover,

1 – LA STRADA DELLA SCOLTA E DEL ROVER
Il metodo di terza branca è descritto come una “strada” da percorrere. Questa strada è meravigliosa, ma anche difficile, come lo sono tutte le cose belle e che valgono la pena.

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