27 LUGLIO

"Auguro di cuore che il movimento educativo dello scautismo,
scaturito dalla profonda intuizione di Lord Robert Baden Powell,
continui a produrre fecondi frutti di
formazione umana, spirituale e civile
in tutti i Paesi del mondo!"

Intervista con Cécile Lannoy, capo fuoco del Belgio

Qual è la proposta educativa dell’Euromoot?

Una delle ragioni fondamentali per la creazione delle Guide e degli Scout d’Europa nel 1956 è stata la promozione di una cultura di pace. Permettere ai giovani di tutti i Paesi di incontrarsi in un’atmosfera positiva e costruttiva, costruisce legami duraturi tra giovani di Paesi diversi e permette loro di scoprire le differenze e le qualità degli altri. Quando si è abituati ad incontrare giovani di altri Paesi, si ha meno paura di ciò che non si conosce. Impariamo anche, in un piccolo gruppo o in un grande raduno come questo, a costruire e programmare insieme un percorso di cammino, un’attività conviviale, ecc. nonostante le sfide della multiculturalità, della divergenza di punti di vista e del multilinguismo. Questo è uno dei motivi per cui all’Euromoot non tutto è organizzato dall’organizzazione centrale dell’evento: ad ogni gruppo è stata lasciata una grande autonomia, ma allo stesso tempo è stato richiesto di gemellarsi con altri gruppi. Viviamo lo stesso scoutismo nei nostri diversi Paesi d’origine, con gli stessi codici, leggi, uniformi e cerimonie, ma soprattutto con gli stessi valori e ideali: questo facilita enormemente il dialogo e l’incontro. L’opportunità di vivere un grande campo internazionale all’estero è una grande motivazione per dei giovani dai 16 ai 18 anni!

Il metodo educativo scout ha ancora una valenza nel mondo di oggi? Qual è la sfida più importante?

Sicuramente questo metodo è ancora oggi rilevante! L’aspetto migliore è il vedere i giovani crescere e prosperare grazie ad esso. Direi che le maggiori sfide del nostro tempo sono di riuscire a contrastare una grande mancanza di autonomia e una mancanza di senso di concretezza. La società dei consumi e l’accesso agli schermi permettono di ottenere tutto all’istante. Attraverso la sua vita comunitaria in cui ci si assume delle responsabilità e attraverso il contatto con la natura, lo scoutismo fornisce risposte preziose a queste carenze. Una Scolta (una ragazza di 16/21 anni) impara a fare delle scelte e a partecipare alle attività scout con responsabilità; cosa estremamente difficile da ottenere in tempi in cui tutti sono molto impegnati e dove i social network hanno reso possibile invitare o rifiutare un invito nello stesso giorno. Un Rover (un ragazzo di 16/21 anni) impara a pianificare un’attività in anticipo, prestando attenzione a tutti gli aspetti concreti, piuttosto che guardare l’indirizzo esatto sul suo smartphone con il 4G nel momento in cui si trova sul posto e seguendo il suo GPS. Una Scolta impara a gestire una discussione interpersonale senza poter sfuggire alla discussione, ignorando magari il proprio interlocutore, come è possibile fare su Facebook. Un Rover impara a fare sforzi e a continuare ad andare avanti, anche se la vita in natura non è così confortevole come avrebbe voluto. In breve, probabilmente non è l’unico, ma è un metodo che offre una risposta molto pertinente alle crisi attuali.

Essere uno scout FSE ed un Capo scout certamente è una scelta di responsabilità: perché hai deciso di farlo?

Essere uno Scout d’Europa è davvero impegnativo, ma le attività di scoutismo mi danno così tanto che sono molto felice di viverle. È una parte davvero importante della mia vita! Essere un/una Capo è ancora più impegnativo. Non riuscirei più a contare i giorni di campo vissuti e le ore passate a preparare attività nei miei ultimi 7 anni di Capo. Continuo a scegliere di dedicare il mio tempo alle ragazze che mi sono state affidate, perché vedo in loro tutte le cose che dovrebbero essere portate nel mondo, tutte le cose che mancano a livello di educazione. Ardo dal desiderio di servire e rendere il mondo un posto migliore e se non riesco ad avere un impatto su tutto il mondo, almeno le poche ragazze con cui lavoro potrebbero essere più felici, perché spero di renderle più libere e più disponibili al servizio. Potranno poi trasmetterlo agli altri e prendere il loro posto al servizio del mondo. Lo scoutismo è lo strumento che conosco meglio per realizzare tutto ciò e che mi permette di contribuire al bene comune attraverso i suoi strumenti

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